«La vita somiglia a un paesaggio: man mano che te ne allontani lo vedi meglio. Ne cogli l’ossatura, ne intravedi la storia, quella che ha subìto e quella che ha creato. A volte mi sembra un immenso lenzuolo che copre i mobili di una casa abbandonata per proteggerli dalla polvere».
Alla vigilia di un compleanno importante, Tullio Pericoli riflette sulla vita e sull’arte, e lo fa con la leggerezza di una punta di matita sul foglio, la rapidità un pensiero colto al volo, la complicità un sorriso rubato allo scorrere del tempo.
Tullio Pericoli è tante cose: pittore, disegnatore, scrittore, uno dei protagonisti della scena culturale italiana del Novecento. Suoi sono i celebri ritratti d’artista - famosissimi quelli degli amici Italo Calvino e Umberto Eco. Ma anche le vivide tavole di paesaggi ispirati alle native Marche, e i disegni apparsi, nel corso degli anni, sulle principali riviste italiane e internazionali - il New Yorker, The Guardian, El Pais.
In La bella età. Note di lavoro, uscito adesso per Adelphi, Pericoli torna a interrogarsi sulla sua lunga attività, puntando lo sguardo sulla «magia bianca» all’origine di ogni ideazione artistica: «un’audace fisiologia della creazione», sezionata e raccontata ai «lettori-osservatori». Confidenza sui segreti di bottega, sì, ma anche taccuino sapienziale, libro di epigrammi: «Se il corpo, lo spirito e la mano avessero obbedito sempre e solo alla ragione forse l’arte non sarebbe esistita».
In dialogo con Massimo Cacciari e Enrico Regazzoni, Tullio Pericoli ci parlerà di arte, di memoria, e dell’atto del creare perché «la mano è docile quando fa quello che vuole, è un po’ come un gatto: non puoi trattarla male».
L’incontro è a ingresso libero fino a esaurimento posti e verrà trasmesso in diretta streaming sul nostro canale YouTube.